JUDO A SCUOLA

   
         

              IGEI storia di un drago che faceva JUDO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
---***---
 
   

 

Inizia a marzo la collaborazione con l’istituto comprensivo Don Bosco di Tolentino nell’ambito del Progetto GIOCOSPORT SCUOLA che lo stesso Istituto scolastico stà portando avanti da alcuni anni. Il progetto vede l’impegno dell’associazione ad accogliere per otto giornate, suddivisi in tre turni, circa 80 ragazzi.

Attraverso la nostra associazione si concretizza così  anche a Tolentino l’impegno di fattiva collaborazione che la FIJLKAM, direttamente ed attraverso i Comitati Provinciali CONI, i propri Comitati Regionali e Provinciali e le Società Sportive Affiliate, ha da tempo stabilito con il mondo della Scuola.

Tale rapporto è basato sulla consapevolezza che lo Sport è un efficace mezzo educativo se basato sulla condivisione, da parte della Federazione, degli obiettivi posti dai Programmi Ministeriali per la Scuola Primaria e Secondaria di primo e secondo grado.

 Il JUDO, già presente nelle forme previste dalla normativa in vigore nella Scuola e nei Giochi Sportivi Studenteschi, appartiene all’area degli Sport Situazionali, caratterizzati da attività Neuro-Cognitivo-Motoria particolarmente efficace per l’accrescimento di una serie di funzioni di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’individuo in età evolutiva.

Il judo, già per sua natura ma anche attraverso un percorso educativo e formativo elaborato in termini progettuali, secondo linee guida indicate dai progetti Corpo, Movimento, Prestazione ed Educazione Motoria di Base, recepisce pure le più recenti acquisizioni delle neuroscienze Cognitive e della Psicopedagogia.

Ciò consente ai ragazzi in “età scolare” di sviluppare capacità Neuro-Cognitivo-Motorie molto evolute e polivalenti, con approfondimenti specifici, ove richiesto, compatibili con le fasi sensibili dell’età evolutiva. Dal punto di vista metodologico, oltre all’approccio multilaterale, va sottolineata la particolare attenzione al contesto ludico ed alla stimolazione della capacità di collaborare nelle fasi di apprendimento. Tale approccio contempla, infatti, l’interrelazione e l’interazione collaborativa con i compagni oltre all’acquisizione di coerenti comportamenti ispirati alla sicurezza ed al fair play, senza i quali non è possibile alcuna forma di apprendimento o addestramento.

L’attività di palestra sarà così programmata:

-                    attività psico-motoria di base finalizzata allo sviluppo armonico del corpo mediante un’elevata componente ludica

-                    esercizi di coordinazione e velocità

-                    approccio ludico alla conoscenza di tecniche di lotta a terra (katame waza) specifiche della disciplina del judo

-                    esecuzione di tecniche di proiezione (tachi waza) specifiche della disciplina del judo con esclusione di quelle vietate in ossequio al regolamento “judo protetto” emanato dalla Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali per questa fascia di età.

Confidiamo che l’approccio al judo, anche se sotto forma ludica, non resti un episodio isolato per gli alunni ma che questi diventino allievi e continuino l’approfondimento di uno sport che è sì un’arte marziale ma, anche ed essenzialmente, è educazione alla vita.